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5 metodi anti-procrastinazione scientificamente provati

5 metodi anti-procrastinazione scientificamente provati

Rimandare ad oltranza è la maledizione di ogni studente. Che si tratti di riordinare la stanza, mettersi a studiare o provare ad uscire dal letto per andare a lezione, perdere tempo su YouTube è l’arte in cui eccelle lo studente universitario. Un intero semestre se ne vola via lasciando solo una settimana di tempo per preparare esami e relazioni, quindi è il tempo di smettere di fantasticare sull’Interrail e leggere i questi consigli scientificamente provati per battere la procrastinazione.

 

1. Devi solo iniziare

Secondo un fenomeno psicologico chiamato Effetto Zeigarnik tendiamo a ricordarci più facilmente le azioni incompiute che quelle completate. Questo accade perché un azione non completata ci resta in mente e ci tormenta finché non la completiamo, perché fa parte della natura umana il voler concludere ciò che si è iniziato.

Quindi, finché non finiamo, c’è una tensione mentale che tende a portare le azioni incomplete in una posizione prominente della nostra memoria. Il completamento di un’attività ci dà una sensazione di chiusura, con un conseguente rilassamento che ci porta a non pensare più a quell’attività e ci aiuta a passare al prossimo punto della nostra lista di cose da fare.

Quindi qual è il metodo migliore per smettere di bighellonare e sconfiggere la procrastinazione? Basta iniziare a lavorare. Una volta iniziato, il cervello la smetterà di tormentarti e ti permetterà di concentrarti su quello che devi fare, senza distrazioni.

 

2. Fai una Power Hour

Una ricerca dimostra come fare sessioni di lavoro produttivo della durata di 60 – 90 minuti, seguite da pause di 20 minuti siano l’ideale per ottimizzare energie e concentrazione durante il giorno.

La famosa Tecnica Pomodoro, che fu inventata da Francesco Cirillo per migliorare il suo rendimento da studente universitario, è un metodo di gestione del tempo che usa un timer (come quello a forma di pomodoro che si usa in cucina) per alternare momenti di lavoro a brevi pause. È una tecnica provata e validata che aiuta a bruciare le distrazioni, concentrarsi al massimo e fare le cose in periodi di tempo gestibili di super produttività.

Questo è dovuto al fatto che la nostra mente funziona naturalmente a cicli, con picchi e cali di concentrazione, quindi per massimizzare la produttività è fondamentale sfruttare al massimo questi picchi tralasciando tutte le distrazioni, per poi bilanciare questi intensi momenti di concentrazione con un po’ di riposo.

Questi piccoli intervalli ti permetteranno anche di ottimizzare la performance del tuo cervello, resettando il tuo cervello per poi riuscire a concentrarsi più a lungo e spuntare più elementi da quella lista di cose da fare.

 

3. Sii gentile con te stesso

Secondo una ricerca più riesci a perdonarti per le perdite di tempo passate, più ti verrà facile superare questo momento di pigrizia e darti da fare. Il segreto sta nel non essere troppo severi verso sé stessi. La ricerca della perfezione e la paura di fallire sono i due ingredienti principali del cocktail procrastinatore. Eliminali dalla tua dieta, ascoltando la tua coscienza ed eliminando i pensieri meno produttivi.

Gli esperti suggeriscono che il modo migliore per superare questo ostacolo è semplicemente dubitare dei propri dubbi. Per esempio prova a scuotere la testa quando ti vengono questi pensieri negativi. Lo so che può sembrare ridicolo ma, secondo uno studio, può aiutare a mettere a tacere la voce detrattrice dentro di te e a battere l’inerzia.

 

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4. Prova a sbavare

Ovviamente non alla lettera. Abbiamo sentito parlare tutti di Pavlov e del suo famoso esperimento con il cane, quello in cui influenzava il proprio cane a salivare in reazione ad un preciso stimolo. Lo scopo di questo esperimento era dimostrare come il nostro comportamento può cambiare in seguito ad un input positivo quindi, in teoria, possiamo motivarci a fare di più e ad evitare inutili temporeggiamenti semplicemente dandoci dei piccoli premi per ogni compito completato. Altre ricerche supportano questa teoria, mostrando come il cervello umano risponde agli stimoli di ricompensa, e come questo potrebbe essere un buon metodo per aumentare la propria produttività.

 

5. Un passo alla volta

E ora il gran finale: secondo dei ricercatori del Penn State, è parte della natura umana voler finire piccoli progetti il prima possibile. Realizzare qualcosa, anche se non è l’intera opera ma semplicemente un piccolo sotto-progetto, è psicologicamente gratificante, e di ritorno aumenta la motivazione a completare tutte le altre porzioni che contribuiranno a completare il tutto.

Quindi se sei nel dubbio, spezza il tuo progetto in mini-sezioni. Invece di affrontare tutto in un colpo lavora su ogni piccola parte per poi mettere insieme i pezzi come fosse un puzzle. I livello di concentrazione che viene dedicato ad ogni sezione farà sì che il prodotto finale avrà una più alta qualità, perché vi è stata dedicata più attenzione.

 

Grazie per aver letto questo post! Se hai altri consigli scriviceli nei commenti.

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